Dalla M.S.V.N. alla G.N.R.
Nella seduta del Gran Consiglio del 12 Gennaio 1923 venne deliberata la costituzione della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale - M.S.V.N. - inquadrandovi le Squadre d' Azione del P.N.F.
Il Decreto istitutivo è del 14 Gennaio 1923 il quale precisava che la Milizia "è al servizio di Dio e della Patria e agli ordini del Capo di Governo e provvede in concorso con i Corpi Armati di P.S. e con il Regio Esercito a mantenere all'interno l'ordine pubblico, a preparare e conservare inquadrati i cittadini per la difesa degli interessi italiani nel mondo".
Con Decreto del 4 Agosto 1924 venne riconosciuto alla M.S.V.N. il carattere di forza armata dello stato e successivamente venne ad essa affidato il compito della istruzione premilitare delle giovani leve.
Furono costituite così :
La Milizia Ordinaria (1923) e fra la fine del 1923 e la primavera del 1924 tre Legioni libiche che parteciparono alla riconquista della Cirenaica.
Nel 1924 la Milizia Confinaria e Ferroviaria, nel 1925 la Milizia Portuale e Postelegrafonica, nel 1926 la Milizia Forestale, nel 1928 la Milizia Stradale e nel 1929 la Milizia Universitaria.
Nel corso del secondo conflitto mondiale vennero istituite le specialità: Dicat (contraerea) e Milmart (artiglieria marittima).
La Milizia Ordinaria così come le Milizie Speciali parteciparono oltre che alla riconquista della Cirenaica, alle operazioni in Africa Orientale (1935-36), in Spagna (1936-39) e nel secondo conflitto mondiale parteciparono alle operazioni belliche sul fronte occidentale, sul fronte libico, sul fronte tunisino, sul fronte greco - albanese, sul fronte russo e sul fronte balcanico. Battaglioni della M.S.V.N. parteciparono alla difesa dei territori dell'impero in A.O.I. (1940-41).
La M.S.V.N. dalla sua fondazione 1923 all'otto settembre 1943 ha avuto 14.142 caduti e le seguenti decorazioni
37 Ricompense ai Labari dei Gruppi di Combattimento
19 Ordini Militari di Savoia
74 Medaglie d'oro al V.M.
1212 Medaglie d' argento al V.M.
2421 Medaglie di bronzo al V.M.
3658 Croci di guerra al V.M.
Al conflitto etiopico (1935-1936) la milizia partecipò con sette divisioni e due raggruppamenti speciali e alla guerra di Spagna con tre divisioni.
Dal 1940 l' impiego della milizia in operazioni belliche avvenne per battaglioni o per raggruppamento di battaglioni inquadrati nelle divisioni del regio Esercito.
Nel maggio 1943 venne costituita la 1a Divisione Corazzata di CC.NN. "M" con armamento di carri tedeschi dislocata alla periferia di Roma.
Dal libro di Ettore Lucas e Giorgio De Vecchi: "Storia delle unità combattenti della M.S.V.N." - Roma ed. Volpe 1976 pp. 577/587. Riprendiamo :
La Divisione Corazzata CC.NN. "M"
All'inizio del 1943, dopo oltre trenta mesi dall'entrata in guerra, le nostre Forze armate dell'Esercito e della Milizia avevano ancora un armamento antiquato e con modesta capacità :
36 Mortai da 45 mm 16 Mortai da 81 mm 24 lanciafiamme
20 Cannoni da 47/32 mm 24 Cannoni da 85/56 mm
anticarro e antiaerei
Aveva inoltre :
94Autocarri medi 328 Autocarri leggeri 75 Autocarri pesanti 30Autovetture 1 autoambulanza 12 Motocarri 20Trattori 6 Rimorchi 261Motocicli
03Autofficine
Per tutto il Gruppo l'Ufficiale di collegamento tedesco era un Maggiore.
Il Tenente Mayer con un gruppo di Sottufficiali e graduati quali istruttori.
L' addestramento al combattimento, iniziato a fine maggio, proseguì per tutto giugno e nei primi di luglio, con ritmo accelerato e con grande entusiasmo di ufficiali e legionari.
Fu stabilito di effettuare una prima manovra a fuoco, nella piana di Settevene, per il mattino del 10 luglio 1943. L'esercitazione sarebbe avvenuta alla presenza di Mussolini e - dato questo intervento - la prammatica si stabiliva che fossero inviate tutte le alte cariche militari. infatti erano tutti presenti, dal Capo di S.M. Generale, Ambrosio, agli altri grossi capi. Nessuno era rimasto al posto di lavoro e di responsabilità malgrado che quello stesso giorno, all'alba, inglesi ed americani avessero già iniziato lo sbarco in Sicilia! Era più importante, per loro, rendere omaggio al Capo del Governo e - soprattutto - rendersi conto di cosa aveva saputo fare la Milizia!
L'esercitazione a fuoco riuscì in maniera entusiasmante, per la buona volontà. l'impegno e lo slancio delle CC.NN. e per l' impressionante volume di fuoco che avevano potuto sviluppare le nuove armi in dotazione, cosa mai vista in Italia fino a quel giorno, anche per la precisione e la potenza del tiro. C' era tuttavia ancora molto da fare per considerare concluso il periodo addestrativo.
Dal giorno, però, di quella superba esibizione la Divisione Corazzata "M" diventa l'incubo dello stato Maggiore Generale. Già si era, da questo, cercato con ogni mezzo di non fare sostare nel territorio nazionale nessun reparto combattente od officiente della Milizia. A confermare questa asserzione basterà citare, fra i tanti episodi consimili, quello dei battaglioni CC.NN."M" VIII (Varese) XXIX (Arona) e LXXXV (Apuania) che dopo aver bravamente combattuto e sanguinato in Albania, nel dicembre del 1942 erano da tempo impiegati contro i partigiani in Jugoslavia ed erano ridotti ai due terzi della forza per le perdite subite; avevano inoltre bisogno di essere ricostituiti e di avere un periodo di riposo in territorio nazionale.
Ottenuto il consenso dello Stato Maggiore dell'Esercito per il loro rientro, superando sempre nuove difficoltà finalmente il Comando Generale della Milizia - nel gennaio del 1943 - riuscì a sganciarne due con la scusa di averli a Roma per la rivista in occasione del 1° febbraio, anniversario della fondazione della Milizia.
Il terzo battaglione, l'LXXXV, dovette rimanere in Croazia, per supposte necessità operative; tra gli altri lo stesso Generale Gambara, comandante di uno dei Corpi d'Armata di occupazione, si oppose a lasciar libero il battaglione, e scrisse in proposito al Capo di S.M. della Milizia la lettera che trascriviamo :
"Carissimo Galbiati, le tue CC.NN. funzionano da Dio. Il loro modo di combattere è tutto un ricamo. ma perché mi togli i battaglioni? Con l'LXXXV che parte mi hai inferto un colpo al cuore! Non è possibile averne di più? Ma bisogna che tu mi aiuti. Te ne prega vivamente il tuo Gambara. Lubiana, 24 dicembre 1942".
Rientrarono quindi due soli battaglioni "M" (VIII e XXIX) per partecipare alla parata del 1° febbraio, per essere riordinati e per avere finalmente un periodo di riposo e di vita serena.
Ma appena trascorsa la celebrazione dell'annuale, lo S.M. ne richiese l'immediato invio in Albania per urgente impiego contro i ribelli della zona petrolifera del Devoli. Pur totalmente convinto che di fronte ad esigenze operative - in piena guerra - non si deve far altro che obbedire, l'ufficiale di S.M. della Milizia, distaccato presso il Comando Gruppo Armate del Sud (Grande Unità da cui, per competenza territoriale, dipendevano in quel momento i due btgg. "M") di sua iniziativa volle chiedere direttamente al Principe di Piemonte, che comandava il Gruppo Armate, di autorizzare la sostituzione dei due battaglioni richiesti con altri due di CC.NN. dislocati in Sicilia e che fino allora non avevano mai combattuto, inviando al loro posto, nell' l'VIII ed il XXIX logori e in ricostruzione. Lo S.M. Generale non volle acconsentire al cambio ed i due battaglioni "M" partirono immediatamente; cinque giorni dopo lo sbarco erano già impegnati in cruenti combattimenti e subivano altre gravi perdite.
In conseguenza del concetto di allontanare dall'Italia i reparti di CC.NN. efficienti, anche la Divisione Corazzata doveva essere tolta di mezzo, specialmente con l'avvicinarsi del momento opportuno per il colpo di stato.
Nelle sue memorie, pubblicate nel 1946, Badoglio dice testualmente :
"Il Generale Ambrosio era succeduto al Maresciallo Cavallero nella carica di Capo di Stato Maggiore Generale. Esaminammo insieme la situazione e convenimmo che non era più possibile ritardare la soluzione. Eravamo d' accordo che due erano gli obiettivi da conseguire con rapidità estrema : l'arresto di Mussolini e di una mezza dozzina dei più importanti gerarchi e la neutralizzazione delle forze della Milizia, specie della Divisione Corazzata, esistenti nei pressi di Roma."
Già al mattino del 14 luglio arrivò il primo ordine : la Divisione Corazzata "M" doveva trasferirsi nella penisola Salentina e sminuzzarsi a difesa dei vari aeroporti. Non occorre essere competenti nella materia dell'impiego delle Grandi Unità in guerra per comprendere quanto assurda potesse essere la soluzione di impiegare in tal modo, e con il nemico in Sicilia, una Divisione così ben armata, anche se non ancora sufficientemente addestrata.
Alle rimostranze del Generale Galbiati, che si faceva forte della incompleta preparazione, fu risposto facendo reiterare l'ordine direttamente da Mussolini, ignaro di quanto bolliva in pentola e sollecito solo a dimostrare allo S.M. che la Milizia era sempre ossequiente agli ordini e pronta al combattimento; fu solo concesso un rinvio al 21 luglio; ed il 25 luglio la Corazzata "M" era ancora tutta al completo nella zona di Bracciano.
Tra le disposizioni impartite dallo S.M. per il trasferimento in Puglia della Divisione Corazzata di CC.NN. c'era anche quella che nella zona lasciata libera dalla "M", sarebbe subentrata, dopo la sua partenza, la Divisione di Cavalleria Corazzata "Ariete II". Sta di fatto invece che, con qualche giorno di anticipo, inesplicabilmente, la sera del 23 luglio, reparti carristi dell'Ariete II, sorpassarono Campagnano di Roma ( dove era dislocato il Comando Divisione "M" ) e andarono a costituire un posto di blocco sulla Cassia, precisamente in località La Storta, a mezza via tra Campagnano e la Capitale. Il comandante interinale della Divisione CC.NN. "M" era assente e si trovava a Terracina per un breve permesso. Il Capo di S.M., preoccupato da questo strano contegno delle truppe dell'Ariete II, pensò fosse opportuno avvertire dei fatti il Generale Galbiati, Capo di S.M. della Milizia e spedì a Roma, con istruzioni a voce per illustrare a Galbiati la situazione, un ufficiale del comando. Quest'ufficiale riuscì a parlare con Galbiati solo la mattina del 25, dopo la interminabile seduta del Gran Consiglio che si era tenuta a Palazzo Venezia nella notte del 24 luglio. Il Generale Galbiati rispose, sempre a voce, di riferire al Capo di S.M. della "M" che i reparti continuassero tranquilli a sviluppare l'addestramento.
Ma la stessa sera del 25 la radio diffondeva la notizia della caduta di Mussolini, sostituito come Capo del Governo da Badoglio e assicurava "la guerra continua", per meglio addormentare tutti gli italiani.
La Divisione Corazzata CC.NN."M", non fiatò e, come sempre obbedì. Alla data del 25 luglio 1943 il Cent.Traverso d'Asti era già nel Salento con due Compagnie del GENIO per predisporre l'alloggiamento della Divisione colà destinata, tuttavia dopo tale data fu tutto rinviato.
Il 26 mattina fece ritorno al comando il Generale Lusana, reduce dal permesso, ma trovò la comunicazione di essere stato sostituito dal Generale Calvi di Bergolo, genero del Re; quest'ultimo, nella mattina del 27, si presentava a Campagnano ed assumeva il comando.
Vivissime sono state, e continuano ad esserlo, le discussioni sul comportamento della Milizia dopo il colpo di stato del 25 luglio. E' opinione di molti che essa avrebbe dovuto reagire, molti altri apprezzano invece la sua disciplinata accettazione della fine del Regime, giacché, sebbene nata come guardia armata della rivoluzione, si era andata trasformando con gli anni, man mano che il regime si confondeva con lo Stato e con la Patria, in una regolare Forza armata dell'Italia, come l'Esercito, la Marina e l'Aeronautica, entrando a far parte delle Armi combattenti.
E' vero che il Generale Galbiati, malgrado la Divisione Corazzata di CC.NN."M" fosse alle dipendenze non sue, ma dello S.M. Esercito, poteva sapere che quel granitico e poderoso blocco di uomini ed armi avrebbe certamente risposto alla sua chiamata; ma è anche vero che la relazione e la ribellione al nuovo governo si sarebbe scatenata una guerra tra italiani, proprio quando il nemico già calpestava la nostra terra.
Il contegno della milizia in genere e della Divisione Corazzata in particolare non è che la definitiva e indiscutibile conferma della sua disciplina e del sentimento delle CC.NN. che mettevano in quel grave momento, come avevano sempre messo prima, il concetto della Patria al di sopra di qualsiasi sentimento di partito; dimostrazione determinante ed inconfutabile che la Milizia non era Forza Armata di parte, ma unicamente Arma di italiani combattenti per l'Italia.
Dopo il 25 luglio non si parlò più di inviare la Divisione Corazzata di CC.NN."M" in Puglia; essa rimase ancora nella zona di Bracciano e alcuni giorni dopo fu raggiunta dall'ordine di trasferimento nella piana di Bagni di Tivoli : l'ordine pervenne al comando la sera alle 22 e doveva effettuarsi la mattina successiva alle 6.
Il movimento fu iniziato all'alba nell'ordine più perfetto e con la più assoluta disciplina. Ciò nonostante, a causa di una segnalazione dei carabinieri di Trevignano Romano, affermante che le CC.NN. erano salite sugli automezzi cantando, a Roma si credette ad una nuova "marcia su Roma" e si creò il panico nello S.M.. Fu un susseguirsi di generali, pallidi per l'emozione che giungevano al Comando Divisione chiedendo angosciati se fosse in atto una ribellione. Furono rassicurati e rifocillati, ma il timore di un pericolo rimase e fece decidere allo S.M. una variante al percorso delle colonne, deviandole per Castel Giubileo, giacché sembrava rischioso far traversare Roma dalle CC.NN., soprattutto dal Gruppo dei carri armati.
A sera il trasferimento era totalmente effettuato senza il minimo incidente; la Divisione si installò nella nuova zona ed il comando fu impiantato a Bagni di Tivoli, nello stabilimento delle acque sulfuree.
Dopo il 25 luglio 1943 la Divisione fu così denominata :
- 136 Divisione Corazzata Legionaria "CENTAURO". Da Campagnano Romano fu dislocata dal 21 agosto 1943 a bagni di Tivoli.
Comprendeva :
Comando e Q.G.
Brigata Corazzata "Centauro" : 131 Rgt. Ftr. Carrista (Comando di Rgt. e carri M, Gruppo "Leonessa", XIX Btg. Carri M), costituito in data 01 settembre 1943.
Rgt. legionario motorizzato (ex Gr. di Btg.CC.NN."Tagliamento" e "Montebello")
136 Rgt.. art. per div. cr.;(ex Valle Scrivia)
Nucleo sanità della Divisione "Centauro"
Nucleo sussistenza della Divisione "Centauro"
Autoreparto della Divisione "Centauro"
Nucleo movimento stradale della Divisione "Centauro"
Pare abbia compreso anche, quale reparto esplorante, il 18° R.E.C.O. Bersaglieri (Comando, cp. c.do rgt., la cp. autoblindo, 2a e 3a carri leggeri, XVIII btg. Bersaglieri).
Quest'ultimo gruppo alla data del 9 settembre 1943 nel quadro di battaglia risulta conteggiato a parte rispetto alla "Centauro".
Si arrivò così all' 8 settembre e la Divisione seguì la sorte delle altre FF.AA. nazionali sciogliendosi per mancanza di ordini ed in seguito all'abbandono di ordini ed in seguito all'abbandono di Roma da parte del Re e del governo; da quel momento ciascuno seguì la sua sorte o il suggerimento delle proprie convinzioni; ogni uomo comunque avrà la sua parte nella grande tragedia del Paese.
Il 16 settembre 1943 - Divisione ancora in armi - il Comando tedesco chiese la restituzione dei carri armati e di quasi tutto l'armamento pesante destinato alle divisioni tedesche impegnate sul fronte Sud. (Salerno)
Il 21 settembre 1943 ufficiali e legionari alla Caserma "Mussolini" di Roma decisero la ricostruzione della "Leonessa" come Gruppo Corazzato.
Il 29 settembre 1943 ha luogo il trasferimento in località Montichiari (Brescia), ove ha inizio la costituzione del Gruppo e l'addestramento dei reparti.
La "Leonessa" reparto di bresciani e di bergamaschi si arricchisce, durante la "R.S.I." e i quadri degli ufficiali vennero rinforzati dall'afflusso dei giovani sottotenenti provenienti dalle scuole Allievi Ufficiali della "G.N.R."
Decreto legislativo del Duce, 24 dicembre 1943, n.913(in Gazz. uff., 5 giugno, n.131)
--- Istituzione della "Guardia Nazionale Repubblicana"
Il duce della repubblica sociale e Capo del governo :
Ritenuta la necessità di istituire una "Guardia Nazionale Repubblicana";
Sentito il consiglio dei ministri;
D'intesa con i ministri dell'interno, delle finanze, della difesa nazionale, dell'agricoltura e foreste, delle comunicazioni e dei lavori pubblici;
Decreta :
Art.1. E' istituita una "Guardia Nazionale Repubblicana" con compiti di polizia interna e militare formata dalla M.S.V.N. (comprese le milizie speciali : ferroviaria - portuaria - postelegrafonica - forestale - stradale - confinaria). dall' arma dei carabinieri e dal corpo della polizia dell'Africa italiana.
Art.2. La "Guardia Nazionale Repubblicana" è posta agli ordini di un "comandante generale" nominato dal Capo dello stato.
Art.3. La "Guardia Nazionale Repubblicana" ha bilancio ed amministrazione autonomi.
Art.4. Con successivi decreti saranno emanate, d' intesa con i ministri interessati, le norme relative all'ordinamento ed al funzionamento della "Guardia Nazionale Repubblicana".
Fino a quando non verranno emanate tali norme, continueranno ad essere obbligati gli ordinamenti e le disposizioni particolari attualmente vigenti per le singole forze militari che costituiscono la "Guardia Nazionale Repubblicana".
il presente decreto, che sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale ed inserito, munito del sigillo dello Stato, nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti, entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione.
Dal quartier generale, addì 24 dicembre 1943 - XXII.
Mussolini
Il ministro dell'interno : Buffarini
Il ministro delle finanze : Pellegrini
Il ministro della difesa nazionale : Graziani
Il ministro dell'agricoltura e foreste : Moroni
Il ministro delle comunicazioni : Liverani
Il ministro dei lavori pubblici : Romano
V. il guardasigilli : Pisenti
Decreto legislativo del Duce, 14 agosto 1944,n.469 (in Gazz.uff., 16 agosto, n.190).
--- Passaggio della G.N.R. nell'esercito nazionale repubblicano.
Il Duce della repubblica sociale italiana e Capo del governo :
Visto il decreto legislativo 8 dicembre 1943, n.913, che istituisce la guardia nazionale repubblicana;
Visto il decreto legislativo 18 dicembre 1943, n.921, concernente l'ordinamento ed il funzionamento della guardia nazionale repubblicana;
Sentito il consiglio dei ministri;
Decreta:
Art.1. La guardia nazionale repubblicana entra a far parte come prima arma combattente dell'esercito nazionale repubblicano. I suoi attuali compiti di polizia cesseranno col 31 dicembre 1944.
Art.2. Il ministro delle forze armate ha l'incarico, unitamente al comandante della guardia nazionale repubblicana, di dare sollecita esecuzione a quanto è disposto nell'articolo precedente.
Art.3. Il presente decreto, che entrerà in vigore dal giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale d'Italia ed inserito, munito del sigillo dello Stato, nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti.
Dal quartiere generale, addì 14 agosto 1944 - XXII
Mussolini
V. il guardasigilli : Pisenti
Fra il gennaio ed il febbraio 1944 si costituirono, alle dirette dipendenze del Comando Generale della G.N.R., i "Reparti delle Fiamme Bianche" formate da "avanguardisti quindicenni" volontari : circa duemila inquadrati in quattro Battaglioni. Il Campo di addestramento era a Velo Astico. La loro canzone diceva : " i sedici anni li consumiamo tra la gavetta e le scarpinate".
Durante il periodo di addestramento i reparti delle Fiamme Bianche ebbero scontri a fuoco con i partigiani. Terminato l'addestramento due Battaglioni vennero destinati nella zona di Marzio (Va) a tre chilometri dal confine svizzero. Gli altri due battaglioni vennero sciolti ed i componenti di essi destinati al Battaglione "Roma", alla Legione Autonoma "Ettore Muti" (che dipendeva dal Ministero dell'Interno), al Gruppo Corazzato "M" Leonessa e ad altri Reparti indivisionati.
Nel febbraio 1944 venne predisposto dal Comando generale della G.N.R. un progetto onde inquadrare i vari Reparti Autonomi in Grandi Unità Operative e venne così costituita la Divisione CC.NN. "ETNA".
E' da precisare che, comunque, il Gruppo Corazzato "M" Leonessa della G.N.R., non ne fece mai parte restando, per superiori disposizioni, Reparto Autonomo Operativo.