RECENSIONI DI LIBRI SULLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA - 1996

 
    Tema di queste recensioni è la Repubblica Sociale Italiana. Le recensioni, inizialmente riprese soprattutto dal mensile NUOVO FRONTE di Trieste, sono poi state integrate anche con altre di diversa fonte, ivi compresa -talvolta- le presentazioni di copertina. Quando si è potuto abbiamo aggiunto le immagini delle copertine e queste sono state proposte, in attesa di recensione che non abbiamo, anche per libri che a nostro avviso potevano rientrare in questo soggetto.
    Si fa presente che il criterio di scelta è stato molto ampio. Talvolta trattasi anche di libri che trattano solo marginalmentre di RSI  (per esempio: foibe etc.) o di argomenti che, per vicende storiche, in qualche modo sono con la RSI connessi (per esempio: novità importanti anche sul ventennio fascista.
    Si sta cercando di associare ad ogni titolo le notizie presenti nel CATALOGO IN RETE OPAC che copre tutte, quasi tutte, le biblioteche d'Italia. Questo permetterà ai lettori di conoscere la più vicina ubicazione accessibile della pubblicazione.
    Nel corso di tale integrazione abbiamo ritenuto di segnalare anche i titoli che risultavano presenti in OPAC al Soggetto: "Repubblica Sociale Italiana".
    L'ordine temporale di presentazione dei libri è quello di edizione basato sul Catalogo OPAC. Se è presente più di una registrazione in OPAC le abbiamo presentate tutte per non omettere ogni possibile ubicazione. Se le registrazioni risultano in anni diversi abbiamo collocato il titolo (eventuale recensione ed eventuale copertina) nell'anno di edizione più datata, lasciando accanto anche altre registrazioni più recenti (forse quest'ultimo criterio sarà in futuro corretto).
    Poichè molti titoli sono sprovvisti di recensione saremo grati al lettore che vorrà collaborare inviandoci eventuale recensione di terzi (completa di fonte) o anche propria recensione accompagnando l'invio con proprio nome o pseudonimo.
ULTERIORI TITOLI SI POSSONO OTTENERE RICERCANDO IN OPAC CON LE PAROLE REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA OPPURE CON LE PAROLE 1943-1945 (O ALTRO) NEL CAMPO "TUTTI I CAMPI". SE SI VOGLIONO I TITOLI COMPLETI USARE LA VARIANTE SUTROS INVECE CHE ISBD.       

 
 
Vasco Nannini LOTTE E SANGUE DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA NELL'OLTREPO PAVESE
TE.P. L. 18.000 Seconda edizione riveduta ed integrata. Eventuale offerta indicativa: Lire 15.000 Richiedere all'Autore al n. tel. 05044059 
Nannini, Vasco
ISBD: Lotte e sangue della Repubblica sociale - [S. l.] : TEP, stampa 1996 - 79 p. : ill. ; 24 cm.
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Nannini , Vasco
Soggetti: REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA <1943-1945> 
OLTREPO PAVESE
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
PV0291 - Biblioteca universitaria - Pavia - PV
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0109398
    L'Autore è un ricercatore della "Verità". Ha dedicato molto del suo tempo e delle sue energie alla ricerca di documenti e testimonianze contro l'omertà imposta dal terrore.
    Vasco Nannini ha vissuto in prima persona la tragedia familiare per la morte del fratello Walter volontario nella R.S.I., e per le persecuzioni di un antifascismo gretto ed odioso quando non è malvagio e fazioso.
    Nonostante tutto l'Autore racconta i fatti con obiettività, senza odio e desideri di rivalsa.
    La zona considerata è stata teatro di eccidi e combattimenti con le formazioni comuniste composte oltre che da italiani anche da disertori russi o da ex prigionieri.
    Gli alpini della Monterosa, i marò della San Marco, i militi della "Ettore Muti", gli Allievi Ufficiali G.N.R dei " Lucca" e del "Siena", hanno generosamente combattuto Contro un nemico che preferiva le imboscate o il colpo alla schiena piuttosto che il combattimento, e si distingueva per ferocia e crudeltà.
    Di questo testimonia Vasco Nannini che completa l'opera con l'elenco dei Caduti e con un documentato riferimento alle Ausiliarie che seppero morire con dignità, dimostrando fermezza e determinazione di fronte ai carnefici.
    Il libro è da leggere perché è un ulteriore contributo alla verità storica che ben distingue i comportamenti delle due parti in lotta.
    E' bene che i giovani sappiano che vi fu una gioventù italiana che si sacrificò per il bene supremo della Patria.
NUOVO FRONTE N. 166 (1996) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.
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    Seconda edizione riveduta ed integrata. Eventuale offerta indicativa: Lire 15.000 Richiedere all'Autore al n. tel. 05044059: 
    L'autore appartiene a quella generazione che, al momento della costituzione della RSI, ai confini fra l'adolescenza e la prima giovinezza soffriva, smaniava, desiderava ardentemente partecipare alla redenzione della Patria in prima persona, come reazione ai tanti imboscati e per tenere fede alle speranze del Fascismo. 
    Nonostante la perdita del fratello Walter, partito volontario, e le persecuzioni sopportate dalla famiglia, a causa del più becero antifascismo, Vasco Nannini ha raccontato i fatti riportati nel testo con serenità ed obiettività, manifestando l’unico rammarico per la mancata persecuzione degli atti di delinquenza comune. 
    L'Oltrepo Pavese fu teatro di lotte durissime. La necessità di assicurare alle forze della RSI e germaniche, schierate in Liguria, libertà di movimento, provocò uni serie di rastrellamenti per liberare l'area dalle bande armate che infestavano la zona compresa fra la Liguria ed i confini con l'Emilia Romagna, il Piemonte e la Lombardia. 
    Le bande erano costituite da disertori, da delinquenti fuggiti dalle patrie galere, da ex prigionieri alleati e da militanti comunisti che si posero alla testa dell'organizzazione ribelle. 
    Le popolazioni furono depredate ed ogni rapporto era governato dal terrore. 
    Il territorio compreso fra Tortona, Voghera e Varzi fu l’epicentro della lotta che vide impegnati i Reparti della Monterosa, della San Marco, della Ettore Muti e delle Scuole AA.UU. del "Lucca" e del Siena che pagarono un altro tributo di sangue contro un nemico che rifiutava lo scontro frontale ed adottava l'imboscata ai singoli, o ai piccoli nuclei che, una volta sopraffatti, venivano bestialmente torturati, seviziati ed uccisi. 
    I corpi delle vittime scomparivano nei boschi ed ancora oggi non è possibile concedere loro quegli onori che spettano ai Caduti. 
    L'odio di parte s'è trascinato per mezzo secolo e fra qualche anno non vi saranno più testimoni di tanta malvagità. 
    Il testo presentato descrive le azioni intraprese per riportare l'ordine e gli eccidi comunisti che sono da ascrivere ai peggiori atti delinquenziali perpetrati da sadici. La lettura è interessante sia per la cronaca che per la Storia, è utile per ristabilire la verità o meglio per fare emergere le verità negate che vogliono tutto il bene da una parte e tutto il male dall'altra.  
NUOVO FRONTE N. 187 (1998) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno. 
JUNIO VALERIO BORGHESE E LA Xa FLOTTIGLIA MAS dall'8 settembre 1943 al 26 aprile 1945 Note e riferimenti e documentazione storica a cura di Mario Bordogna
Mursia ed. pag- 254 L. 30.000
 
 
     La forza morale e la capacità di aggregazione della Decima MAS sono sempre vive e costituiscono il segreto che mantiene vivo lo spirito di corpo di questa gloriosa formazione militare.
    Questo testo nasce per la precisa volontà dell'Ass. Combattenti Xa Flottiglia MAS della RSI avvalendosi della consulenza editoriale di Maurizio Pagliano e della capacità di riordino di documenti, memorie, testimonianze e scritti operata da Mario Bordogna, combattente del "Barbarigo" sul fronte di Nettuno ed Ufficiale d'ordinanza di Valerio Borghese.
    Il volume è stato presentato a Gorizia (Hotel Palace) in occasione del raduno annuale della Decima da Carlo Panzarasa, da Maurizio Pagliano e dallo storico navale dott. De Toro.
    Borghese ha un grande merito storico che riassume il carattere, il valore, il coraggio, il senso del dovere e dell'onore di un Ufficiale come dovrebbe essere secondo i canoni militari: non ha mai ammainato la Bandiera, non è sceso a compromessi, non ha mai anteposto gli interessi personali o familiari a quelli nazionali o di Reparto, s'è imposto agli eventi con coraggio, fermezza e capacità, costituendosi come punto di riferimento per la tutela dell'Onore dell'Italia nel peggior momento della sua storia.
    La storia della Decima e di Borghese è tutta nelle pagine di questo libro; sono pagine di valore che nulla concedono alla retorica o alla celebrazione di se stessi; sono pagine di storia patria, documentate, che iniziano nel 1935, proseguono per tutta la guerra illustrando i successi conseguiti contro la flotta inglese e terminano con la vicenda umana di Borghese processato per aver difeso la "Italia dopo l'8 settembre contro tutti gli stranieri".
    Personaggio dotato di carisma, amato, temuto ed odiato, ha impersonato i valori più belli del combattentismo; grande Capitano ha espresso le capacità dei grandi Capitani di ventura della nostra storia militare ponendole a disposizione del suo grande amore per la Patria.
    La più bella gioventù d'Italia accorse nelle file della Decima e non deluse le aspettative battendosi come leoni su tutti i fronti, giungendo all'ammutinamento per combattere contro l'invasore, affrontando a malincuore chi sparava alle spalle, oppendosi ai tedeschi per non ammainare il tricolore a Gorizia, pronti a marciare su Salò per liberare il Comandante vittima di invidie e maneggi da parte dei soliti intriganti.
    Mussolini stesso, dopo le opportune chiarificazioni, non esitò a concedere tutta la sua stima e riconoscenza a chi incarnava la riscossa dell'Italia. L'interesse di questo libro è nella storia narrata attraverso le documentazioni, punto fermo per la riaffermazione della verità storica necessaria per distruggere miti falsi e cortine di menzogne.
    Solo la verità darà pace al nostro popolo.
NUOVO FRONTE N. 162 (1996) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.
Nino Arena  L’AERONAUTICA NAZIONALE REPUBBLICANA-La guerra aerea in Italia 1943-1945 
Con oltre 600 fotografie, l’opera descrive cronologicamente la guerra aerea svoltasi fra Alleati e italo-tedeschi dall’armistizio alla fine del conflitto.  560 pagine oltre 600 fotografie, 4 pagine di profili a colori, formato 21,5x28,5  Lingua: italiano   rilegato  € 41,32 Edito da Albertelli (Parma). 1996 
 
 
N. 4 - LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA VISTA ATTRAVERSO LA STAMPA
N. 5 - LEGIONE AUTONOMA MOBILE ETTORE MUTI "SIAM FATTI COSI'" Carlo Rivolta
Volume n. 4 L. 18.000 Volume n. 5 L. 15.000, SERIE LUX della Novantico Editrice, Il catalogo completo può essere richiesto a Novantico Editrice cp. 28110064 Pinerolo (TO) Fax 02121/1977 Tel. 0337/215494.
ISBD: La repubblica sociale italiana vista - Pinerolo : Novantico, copyr. 1996 - 1 cartella ; 24 cm - LVX 1922-1945 (( - Fogli mobili
Collezione: LVX 1922-1945
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: CN0040 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia - Cuneo - CN
MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI
RA0069 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza - Alfonsine - RA
Codice identificativo: IT\ICCU\TO0\0846091
Rivolta, Carlo
ISBD: Legione autonoma mobile Ettore Muti : siam - Pinerolo : NovAntico, 1996 - 79 p. : ill. ; 24 cm. - Lux
Collezione: Lux
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Rivolta, Carlo
Cazzadori, Luigi
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: CN0040 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia - Cuneo - CN
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI
RA0069 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza - Alfonsine - RA
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
TO0265 - Biblioteca nazionale universitaria - Torino - TO
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0117710
    Il volume n. 4 contiene dieci riproduzioni anastatiche di quotidiani, periodici, numeri unici stampati e diffusi nella R.S.I.
    La pubblicazione è rivolta a coloro che vogliono ricordare o conoscere o approfondire gli avvenimenti.
    Anche attraverso la lettura dei giornali d'epoca è possibile conoscere i momenti di passione ed il "credo" che animarono gli uomini e le donne che aderirono alla R.S.I. senza nulla chiedere, nella piena consapevolezza della necessità di dare tutto per l'ONORE della Patria.
    La veste tipografica dei giornali è il segno delle difficoltà che si trovavano nel compilare gli stessi eppure sono dei capolavori di stampa frutto della forza ideale che animava Direttori e giornalisti.
    Il volume n. 5 prende veste per l'impegno di Carlo Rivolta, già Milite della Legione Muti, che soddisfaceva un impegno morale.
    La mancanza di documenti veniva sopperita da una faticosa ricerca che si avvaleva di fonti che erano disponibili presso gli enti più disparati o da memorie di testimoni ai fatti non sempre desiderosi di collaborare.
    In 79 pagine, completate dall'eleneo dei Caduti, prende corpo l'organizzazione del Reparto erede delle squadre d'azione che operarono nel '22.
    Sotto il comando del Colonnello Franco Colombo la Legione fu costituita ed impiegata, con un organico medio di circa 1000 uomini, in operazioni antiguerriglia, presidio, scorta etc...
    Il desiderio di partecipare alle operazioni belliche contro l'invasore non fu realizzato per la situazione contingente.
    I duecento Caduti testimoniano l'impegno profuso.
    La pubblicazione è ricca di fotografie, documenti riprodotti e militarie.
NUOVO FRONTE N. 174 (1997) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.   
Ruggiero Belogi MOSCHETTIERI DEL DUCE Silenziosi fedeli 
Albertelli. 1996.Brossura, pagine n°: 143 , collana  ISBN: 1036 Prezzo: Euro 20,66 iva incl. Note: 
L'autore ha affrontato per la prima volta in modo organico e completo la storia dei Moschettieri del Duce, appartenenti ad uno speciale reparto militare costituito nel 1923 con il compito precipuo di svolgere il servizio d'onore alla persona del Capo del Governo. Ruggiero Belogi ha realizzato la sua passione per la vita militare attraverso la ricerca e lo studio delle armi e delle uniformi dell'esercito italiano interessandosi, in maniera particolare, al periodo che va dal 1848 alla fine della seconda guerra mondiale
 
 
 
 
Manco Giovanni Luigi LA CITTA' FIORITA
All'insegna del Veltro 1996 
 
Giovanni Luigi Manco, La città fiorita. Il divenire del socialismo in Mussolini, pp. 140,  13,00    Il libro, che reca una corposa introduzione di Enrico Landolfi (già dirigente nazionale del PSI), prende il titolo dal primo dei Canti Pisani di Ezra Pound (…) Ma, nonostante il rimando poetico del titolo, il saggio di G.L. Manco è scientifico e filologicamente fondato, perché si regge su una analisi puntuale, approfondita ed esaustiva degli scritti e dei discorsi mussoliniani. Oltre che per la dovizia della documentazione e la fondatezza delle riflessioni e delle interpretazioni, questo saggio si rivela pregevolissimo anche perché è costellato di rivelazioni che ci fanno scoprire un mussolinismo del tutto inedito, sconosciuto, preda di contraddizioni più o meno creative. Ciò che più colpisce e sorprende, nel Mussolini esplorato da G.L. Manco, è la molteplicità delle connessioni intellettuali, l'estrema varietà degli indirizzi di pensiero e delle suggestioni culturali. 
PAROLA LIBERA N. 7. 1998   
Petacco Arrigo. IL COMUNISTA IN CAMICIA NERA, NICOLA BOMBACCI.
Mondadori. 1996
Diversi in tutto: uno violento, l'altro mite; uno donnaiolo, l'altro monogamo; uno fondatore del Partito fascista, l'altro fondatore del Partito comunista... Benito Mussolini e Nicola Bombacci, entrambi romagnoli, maestri elementari, oratori carismatici idolatrati dalle masse e simboli viventi di due opposte rivoluzioni, condussero due vite parallele, ma non si odiarono mai. La loro amicizia, nata sui banchi di scuola, superò ostacoli e avversità, e si sublimò a Dongo, il 28 aprile 1945, davanti ai mitra spianati dei partigiani. Nell'intreccio dei loro destini c'è mezzo secolo di storia italiana. Ma, mentre di Mussolini sappiamo ormai quasi tutto, il suo amico-nemico Nicola Bombacci, personaggio scomodo per la destra quanto per la sinistra, finora è rimasto nell'ombra. Nella lista dei cadaveri provenienti da Dongo, pubblicata dai giornali la sera stessa dell'esposizione a piazzale Loreto, viene definito semplicemente «supertraditore». Ma chi era Bombacci? Chi aveva «supertradito» per meritare la morte?
Amico del Duce, ma anche di Lenin, sostenitore della Rivoluzione di Ottobre (fu lui a far apporre sulla bandiera rossa la falce e il martello) e leader dell'antifascismo, fu al centro di un misterioso intrigo internazionale. Con l'appoggio di Mosca e, forse, con il tacito assenso di Mussolini, cercò di unificare le «due rivoluzioni» per individuare la mitica terza via. Il suo disegno, però, fallì: Bombacci, deluso dalla svolta stalinista, fu espulso dal partito, oltraggiato e diffamato da fascisti e comunisti. Tuttavia, non rinunciò mai al suo sogno ingenuo e romantico di riportare il Duce alle tendenze politiche giovanili. Un sogno che si illuse di poter realizzare nel crepuscolo di Salò dove, divenuto suo consigliere e collaboratore, lo affiancò nel disperato tentativo di trasformare in socialista l'effimera Repubblica sociale italiana.
Con Il comunista in camicia nera Arrigo Petacco ci offre una biografia intrigante e provocatoria e ci svela un aspetto interessante e inedito dell'età fascista.
Dalla copertina
BIBLIOGRAFIA SULLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA a cura di Arturo Conti.
Istituto Storico della R.S.I. Ed. Lo Scarabeo - Bologna L. 25.000
Conti, Arturo 
ISBD: Bibliografia sulla Repubblica sociale italiana - Bologna : Lo scarabeo, 1996 - 185 p. : ill. ; 24 cm.(( - In testa al front.: Istituto storico della RSI. 
Collezione: Il sapere 
Livello bibliografico: Monografia 
Tipo di documento: Testo a stampa 
Nomi: Conti, Arturo 
Soggetti: Repubblica sociale italiana . 1943-1945 - 
 Bibliografia 
Classificazione: 016.945091 - Bibliografie e cataloghi didiscipline e soggetti specifici. Storiad'Italia. 1918-1946 
Paese di pubblicazione: IT 
Lingua di pubblicazione: ita 
Localizzazioni: BO0098 - Biblioteca universitaria di Bologna - Bologna - BO 
 BO0442 - Biblioteca del Dipartimento di Discipline Storiche. Universita' degli Studi di Bologna - Bologna - BO 
 CN0037 - Biblioteca civica - Cuneo - CN 
 FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI 
 MI0162 - Biblioteca comunale - Palazzo Sormani - Milano - MI 
 MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI 
 MI1175 - Biblioteca centrale dell'Universita' degli studi di Milano-Bicocca - Milano - MI 
 MI1244 - Biblioteca dell'Istituto di storia del diritto italiano della Facoltà di giurisprudenza dell'Università degli studi di Milano - Milano - MI 
 MI1262 
 NA0079 - Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III - Napoli - NA 
 RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM 
 TO0265 - Biblioteca nazionale universitaria - Torino - TO 
 TO0473 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Piemonte - Torino - TO 
 TS0013 - Biblioteca civica Attilio Hortis - Trieste - TS 
Codice identificativo: IT\ICCU\LO1\0419444  
***
Conti, Arturo 
ISBD: Bibliografia della Repubblica Sociale Italiana - Bologna : Lo scarabeo, 1996 - 185, [3] p. : ill. ; 24 cm.(( - In testa al front. : Istituto Storico della RSI. 
Collezione: Il sapere 
Livello bibliografico: Monografia 
Tipo di documento: Testo a stampa 
Nomi: Conti, Arturo 
Soggetti: Repubblica Sociale Italiana . 1943-45 - 
 Bibliografia
Classificazione: 016.945091 - BIBLIOGRAFIE E CATALOGHI DI STORIAD'ITALIA, 1900-1946 
Paese di pubblicazione: IT 
Lingua di pubblicazione: ita 
Localizzazioni: CR0062 - Biblioteca statale - Cremona - CR 
Codice identificativo: IT\ICCU\LO1\0542509 
    Primi destinatari sono gli studenti dell'Università e i ricercatori di Storia contemporanea.
    Si sentiva la necessità di avere disponibile un'opera come punto di riferimento per gli accertamenti della verità negata da un sistema corrotto che ha fatto della falsificazione le fondamenta di quella costruzione "resistenziale" che ha impedito di fatto uno studio attento del periodo storico della RSI.
    La Bibliografia è un'opera organica suddivisa per sezioni (dieci) che comprende le Opere Generali, le FF.AA., Poteri di Occupazione, Caduti, prigionia, processi, guerriglia, cultura, narrativa, stampa, economia, legislazione, Chiesa, biografie, memorie, miscellanea e due Appendici che trattano delle Tesi di Laurea e delle tipiche edizioni d'epoca.
NUOVO FRONTE N. 176 (1997) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.
 
 
PRESENTE! LETTERE DALLA TRINCEA DEL BERSAGLIERE TITO SBOLCI a cura di Enny Satta, premessa e consulenza di Carlo Viale.
Serie Elefante - NovAntico, Edit. C.P. 28 Pinerolo, Lire 24.000 pag. 116
Sbolci, Tito
ISBD: Presente | : lettere dalla trincea del - Pinerolo : Novantico, 1996 - 116 p. : ill. ; 24 cm. - Elefante
Collezione: Elefante
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Sbolci, Tito
Satta, Enny
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: CN0040 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia - Cuneo - CN
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
TO0265 - Biblioteca nazionale universitaria - Torino - TO
Codice identificativo: IT\ICCU\TO0\0553048
    La Grande Guerra (1915-1918) vide, per la prima volta, la mobilitazione generale dell'Italia e l'impiego in massa dell'Esercito. - Fu il banco di prova per una generazione d'italiani che riuscì a fondersi nel nome della Patria trasmettendone il Valore alle generazioni successive.
    Dalle trincee nacque una nuova aristocrazia che dovette imporsi per farsi rispettare dai vili che sputarono sulle uniformi e sulle insegne per furore ideologico.
    Seicentomila Caduti sono la testimonianza del Martirio del nostro popolo per completare l'Unità dell'Italia.
    Il Ten. dei Bersaglieri Tito Sbolci è uno di questi combattenti e attraverso le sue lettere possiamo avere un quadro valido dei sentimenti che muovevano tanti italiani per il trionfo della Patria.
    Gravemente ferito ad un braccio, che sarà amputato, ed a una gamba (che subirà un accorciamento di otto centimetri) Tito Sbolci è fiero del dovere eseguito, è di conforto ai familiari e d'esempio ai camerati. Partecipa al movimento fascista degli anni venti, viene richiamato in servizio per la guerra d'Africa e con l'entusiasmo di sempre aderisce alla RSI. Imprigionato nel campo di Coltano subisce le angherie dei "liberatori ".
    Tito Sbolci, Grande invalido, Medaglia d'Argento, avrebbe potuto evitare almeno le ultime traversie ma avrebbe tradito se stesso e rinnegato la Patria.
    In una Italia, apparentemente pervasa da valori negativi, Egli è un punto di riferimento per quei valori positivi che fanno grande un popolo.
    Lettura interessante, educativa e piacevole.
NUOVO FRONTE N. 185 (1998) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno. 
IL DUCE TRA I SOLDATI DELL'ITALIA FASCISTA REPUBBLICANA
NovAntico Editore, Ristampa anastatica più cronologia della RSI. 80 pag. L. 15.000
ISBD: Il Duce tra i soldati dell'Italia fascista - Rist. anast - Pinerolo : NovAntico, 1996 - 76 p. : ill. ; 24 cm. - Lux (( - Ripr. dell'ed.: Venezia-Milano, Erre, 1944.
Collezione: Lux
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: CN0040 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia - Cuneo - CN
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI
RA0069 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza - Alfonsine - RA
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
TO0265 - Biblioteca nazionale universitaria - Torino - TO
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0109337
    La pubblicazione è molto interessante e si affianca ai precedenti numeri riguardanti la Divisione Monterosa e le SS italiane. E' un pezzo di storia che viene riproposto all'attenzione dei lettori perché rappresentò il momento culminante della rinascita della FF.AA. della RSI.
    Le quattro Divisioni in addestramento in Germania erano la speranza ed il punto di riferimento per la riconquista dell'Onore perduto con il tradimento badogliano.
    La visita di Mussolini suscitò entusiasmo e fu come un'iniezione di energia per la riscossa desiderata.
    Questo terzo numero della serie'LUX 1922- 945 ci ripropone, in copia anastatica, un pezzo raro che riporta i discorsi del Duce tenuti in occasione delle visite, con corollario di fotografie di grande efficacia sul piano storico ed emotivo.
    Interessante il capitolo che riguarda il contesto politico militare in cui si svolse la visita il 15 luglio 1944, che vedeva le potenze Alleate all'offensiva su tutti i fronti, e quello riguardante la cronologia degli avvenimenti più importanti che avevano luogo nel territorio della RSI. Il testo è un nuovo punto di forza per ristabilite la verità storica contro la menzogna elevata a prassi.
NUOVO FRONTE N. 166 (1996) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.
Ernesto Zucconi DIVISIONE MONTEROSA
Novantico Ed., pag. 77 L. 15.000 
Zucconi, Ernesto
ISBD: Divisione Monterosa / Ernesto Zucconi - Pinerolo : NovAntico, 1996 - 77 p. : ill. ; 24 cm. - Lux
Collezione: Lux
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Zucconi, Ernesto
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: CN0040 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia - Cuneo - CN
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI
RA0069 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza - Alfonsine - RA
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
TO0265 - Biblioteca nazionale universitaria - Torino - TO
TO0473 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Piemonte - Torino - TO
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0092206
    Come promesso, è uscita una nuova pubblicazione, della serie Lux, dopo quella sulle SS italiane.
    Zucconi conferma le sue capacità di ricercatore e ci offre opera atta a suscitare il desiderio di approfondimento dell'argomento.
    La Monterosa è una delle quattro Divisioni, al completo di organici ed armamento, addestrate in Germania in grado di sostenere l'impiego in linea.
    La rinascita delle Forze Armate era dettata dalla assoluta necessità di rimontare la disfatta dell'8 settembre per dimostrare all'Alleato ed al nemico che gli Italiani non accettavano le scelte di Badoglio e di Casa Savoia.
    Il richiamo alle armi delle classi 1924-1925, dette un risultato favorevole nonostante le difficoltà di ordine materiale e morale del Paese.
    La risposta dei giovani e dei veterani fu degna delle migliori tra(dizioni degli alpini che, nel campo di addestramento di Munzingen, seppero dare prova di capacità e di applicazione.
    Alla fine dell'addestramento la Divisione contava 20.000 uomini e 650 Ufficiali.
    Passati in rivista da Mussolini, il 17 luglio 1944 ricevettero la bandiere di combattimento, diedero fiducia nelle loro scelte ed il 20 dello stesso mese rientrarono in Italia al comando dei Generale Carloni.
    Il rientro in patria offrì agli alpini uno spettacolo deludente, ma nonostante ciò, essi seppero reagire con forza e si mantennero fedeli al giuramento fatto.
    Incorporati nell'Armata Liguria, la Divisione fu impiegata al fronte, in Garfagnana e sul fronte Occidentale dopo lo sbarco degli Alleati nella Francia meridionale, bloccando i tentativi di invasione del Piemonte. Numerosi furono i Caduti ma particolare menzione deve essere fatta per i 500 (cinquecento) Alpini che nella zona di Saluzzo, a guerra finita, finirono trucidati dai partigiani, mentre i soldati Brasiliani, che li ebbero di fronte, concessero loro l'onore delle armi.
    Ancora oggi perdura la discriminazione nei confronti dei Combattenti e dei Caduti della RSI, forse per non ammettere confronti con i carnefici che, in nome della rivoluzione di classe, si opposero a veri Soldati.
    Su Un foglio di carta, in tasca al Caporale Alpino della Monterosa Giampietro Civati, fu trovato un "Testamento militare" datato 5-Xll-1944, redatto poche ore prima di cadere in combattimento, così compilato:
    "Pochissime parole, ma spiego le mie idee ed il mio sentimento. Sono un figlio d'Italia di anni 21. Non sono di Graziani e nemmeno Badogliano ma sono Italiano: e 'segguo' la vita che salverà l'onore d'Italia".
    Frasi semplici che l'errore di ortografia non sminuisce, anzi ne accresce il valore perché espressione di un figlio del popolo, con un chiaro concetto della dignità e dell'Onore d'Italia, a condanna dei tanti che ancora oggi negano l'opportunità della pacificazione e della giustizia che debbono essere rese alle anime più nobili che l'Italia abbia espresso. Forse diamo troppa importanza agli atti formali, forse l'amore per la nostra terra ci induce a chiedere ciò che spetta per diritto naturale a chi s'è fatto padrone della legge senza merito proprio. E' sufficiente la coscienza a posto. I soldati della RSI hanno la coscienza a posto.
NUOVO FRONTE N. 164 (1996) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.
 
 
  
ANFCDRSI BOLOGNA 1943-1946 MARTIROLOGIO 
L'Ultima Crociata 1996  
RICORDIAMOLI 
Federazione Scuole AA.UU. G.N.R. 1996 
Mario Tedeschi (Prefazione di Attilio Agnoletto) MARZO '44
ASEFI Editoriale Srl - Via San Simpliciano, 2 - 20121 Milano - Tel. 02-86463056 - Fax. 02-804179 - email: info@asefi.it I edizione 1996 - Pag. 134 + XLII - Euri 12,91
Processo all'attentato di via Rasella che determinò la rappresaglia tedesca alle Fosse Ardeatine. 
 
 
 
Carli Mario IL NOSTRO BOLSCEVISMO CON SAGGIO INTRODUTTIVO DI ENRICO GALMOZZI Barbarossa 1996
Tedeschi Mario FASCISTI DOPO MUSSOLINI. LE ORGANIZZAZIONI CLANDESTINE NEOFASCISTE 1945-1947 
1996 (1a edizione 1950) 
Duelli Raffaella MA NONNA TU CHE HAI FATTO LA GUERRA 
1996 
 
 
 
Neglie Pietro FRATELLI IN CAMICIA NERA 
Il Mulino 1996 
Bertolotti Maseroli Rossana LA GIUSTIZIA NEGATA. IL CASO SIDOLI 
Ideogramma 1996 
Accame Giano LA DESTRA SOCIALE
Settimo Sigillo 1996 
 
   

DAI LUNGHI INVERNI
Editrice Unione degli Istriani
ISBD: Dai lunghi inverni : racconti / di Nicolo - Pordenone : Savioprint, 1996 - 261 p. : ill. ; 22 cm.(( - In testa al front.: Unione degli istriani.
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Luxardo De Franchi, Nicolo
Unione degli istriani
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
PV0291 - Biblioteca universitaria - Pavia - PV
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
TS0162 - Biblioteca del Dipartimento socio-politico dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0126762
    Esilio, la peggiore delle punizioni. In un libro quattordici esuli raccontano i loro amari ricordi.
    Storie vere, storie vissute, storie sofferte, da persone che credevano di vivere in uno Stato democratico, in una Patria che apprezzasse il loro orgoglio di essere istriani, fiumani, dalmati, giuliani, o meglio, italiani 
    E invece, le loro aspettative, per quanto ineccepibili e degne di qualsiasi istituzione che si rispetti, sono state vergognosamente disattese, ignorate, contrastate, in nome di un ideale putrefatto, basato sull'espansione del comunismo a qualsiasi costo, anche al di sopra dell'inviolabile diritto-dovere dell'identità nazionale preesistente in quei luoghi occupati e deturpati.
    Dopo il successo di "Ritorni", l'Unione degli Istriani ha pubblicato un nuovo libro-verità, intitolato "Dai lunghi inverni", ricco di testimonianze coinvolgenti e uniche nel loro genere, di ben quattordici autori, tutti autorevoli, che hanno sofferto e continuano a soffrire la privazione, lo strappo e l'irreparabile devastazione di quelle amate terre che non torneranno mai più come prima.
    L'intento dei libro non è dettato da sentimenti di vendetta ma, come ha specificato nell'introduzione Denis Zigante, presidente dell'Unione degli Istriani, è volto esclusivamente a "salvaguardare l'esistenza di un popolo di 350 mila italiani che sta perdendo la sua identità".
    Una memoria che non può essere cancellata, soprattutto per chi, come Nicolò Luxardo de'Franchi, sindaco del libero comune di Zara, ha perduto nel '44 il padre per mano dei partigiani comunisti titini, mentre cercava di difendere la sua città. Nel libro Luxardo racconta l'incontro-scontro con la sua Zara, oramai snaturata: "Le manipolazioni giocano un ruolo più negativo delle rovine, perché il ricordo, che non teme l'invecchiamento, detesta lo snaturamento di quella realtà che costituisce le sue radici". Unica consolazione: i quadri di Galeazzo Viganò, il pittore che ha immortalato in olio su tela numerosi quadretti zaratini.
    Quadretti malinconici quelli riportati dallo storico e scrittore Luigi Papo de Montona, di antica famiglia istriana e vicepresidente dell'Unione degli Istriani, che ricorda la sua Istria, "rimasta nel cuore, tutta intera", in particolare la sua Montona, con la scuola materna, in "una primavera idealizzata che ricorda tutti i momenti di quel tempo felice" e con i "ragazzi che sapevano sorridere e che seppero morire". Un racconto che termina con un malinconico e callimacheo "Ciao primavera".
    E da Montona si passa a Maondellebotte, "un paesetto dell'agro parentino", come descritto da Antonietta Coi-si, professoressa e scrittrice, la quale dopo la barbara uccisione del padre, avvenuta l'8 ottobre del '43 per mano titina (descritta nel libro in tutta la sua crudezza), dovette scappare da Parenzo per due anni e poi a Trieste. Densi di significato sono i suoi ricordi sulla trasformazione dell'Istria: quando le dissero, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, che tutto sarebbe cambiato, e capì in seguito che tutto sarebbe stato peggio, molto peggio. Un padre che Antonietta Corsi vide accasciarsi, dopo essere stato ferito al basso ventre con colpi di fucile; lo sterminio dei Gabo ("una famiglia benestante e di sentimenti italiani: due peccati mortali per i titini"), e quella terribile notte invernale del '44, a Maondellebotte, quando i titini, dopo aver sfondato la casa dei Corsi e aver condotto Antonietta e la madre lungo la strada che porta a Sbandati, per gettarle in una foiba vicina, inspiegabilmente le liberarono: seguirà poi la pazzia della madre.
    Anche Gianni Martinolli, giornalista e scrittore, nato a Monfalcone (Gorizia) da padre lussignano e madre istrochersina, racconta la trasformazione titina della sua amata Lussino, quello che pochi decenni fa era il suo paese, la sua piccola Patria, e oggi lo fa sentire come un forestiero, un intruso. Martinolli riporta le vicissitudini dei marinaio Mario per raggiungere, nel '45, la sua Lussino, il terribile impatto con la propaganda comunista che imponeva la slavizzazione di quelle terre come unica salvezza per il futuro, le dure costrizioni imposte dai titini agli italiani di imbrattare tutti i muri delle terre appena invase con scritte inneggianti al tiranno slavo o disdegnando la loro bandiera, la cancellazione della lingua italiana... Tutti tasselli di un unico puzzie che testimonia la terribile condizione dell'esule errante strappato barbaramente dalla sua terra e derubato di tutto. Ma poi Martinolli conclude: "Esule per sempre, ma per sempre signore della sua terra, legittimato dall'amore di generazioni che nessuna legge umana può cancellare".
    L'istriana Luigia Matarrelli, chiamata "la maestrina dalla penna d'oro", descrive la violenta irruzione in una casa di italiani (la famiglia Venier) da parte dei nuovi "conquistatori", la perquisizione a setaccio, il prelevamento del piccolo Gianmarco, il dolore struggente della madre per la separazione, il violento interrogatorio, le torture e poi la fine nella foiba.
    Altra maestra elementare, di Trieste e dintorni, è Mariuccia Pagliaro, nata a Pirano, autrice anche lei di crude testimonianze: degna di menzione è la sua descrizione dei titini, quando nel giugno '45 perdurava l'occupazione jugoslava: "Era opinione comune che, come i tedeschi, anche i nuovi occupatori se ne sarebbero andati. Confondevano le tazze del bagno, non sapevano usare gli interruttori della luce elettrica.... Erano scalcinati e noi li sottovalutavamo. Ma erano i vincitori. Feroci, spietati, assetati di vendetta, si imponevano col terrore.
    Drammatica è la storia raccontata da Padre Luigi Parentin (canonico della cattedrale di S. Giusto a Trieste) su don Francesco Bonifacio, il prete che portò per anni il cilicio, e che tutti amavano. La sua unica colpa fu quella di amare troppo gli italiani: Padre Parentin nel libro "Dai lunghi inverni" scrive che don Bonificio, mentre tornava a casa da Grisignana la sera dell'11 settembre 1946, venne catturato da alcuni sicari dell'Ozna (la famigerata polizia titina), vigliaccamente ucciso alla giovane età di trentaquattro anni e gettato nella foiba "Martines" di Grisignana.
    E ancora, racconti di Piero Delbello, nato a Trieste da genitori istriani, autore di numerosi articoli e saggi e direttore dell'Istituto regionale per la Cultura Istriana, che narra come l'Istria nacque in lui, senza mai morire. della scrittrice Nerina Feresini, che ricorda la chiusura forzata del liceo scientifico Gian Rinaldo Carli di Pisino, sua terra natale, aperto nel 1899 a difesa della lingua e della cultura italiana; dello studioso Mario Grabar, nato a Trieste da genitori parentini e pronipote di Toni Grabar (fucilato dagli austriaci per aver comandato la rivolta navale di Cattaro) che ricorda nel libro Licio Visentini, eroe di Gibilterra, tenente di vascello della Regia Marina e Medaglia d'oro, che nel '39 passò dalla leggendaria Decima Flottiglia Mas (quella originale, da cui poi Junio Valerio Borghese trasse le sue truppe sotto le bandiere della Rsi), comandando la mitica "Orsa Maggiore". Padre Mario Latin, nato a Umago d'Istria e ultimo sacerdote italiano a lasciare la zona B, il 27 aprile '56, ricorda i canti e le musiche della memoria legati a Pirano, nei "cinque anni più dolci e più amari" della sua vita, dal '51 al '56, mentre le scrittrici Myriam Andreatini e Romanita Rigo ricordano Pola nei momenti difficili: "credevamo di essere sfollati di guerra; eravamo già esuli". Di Pola è anche Mario Frezza, primario gastroenterologo a Trieste, che ricorda l'implacabile caccia all'italiano e "il tempo del terrore, come in epoche storiche lontane".
NUOVO FRONTE N. 177 (1997) Maria Paola Gianni 

Dario Zanini MARZABOTTO E DINTORNI - 1944
Copie fuori commercio in offerta per la ricostruzione dell'oratorio di Cerpiano. Ponte Nuovo Editrice - Bologna. Pag. 719
Zanini, Dario
ISBD: Marzabotto e dintorni , 1944 / Dario Zanini - Bologna : Ponte nuovo, 1996 - 721 p., [22] c. di tav. : ill. ; 24 cm + 1 c. topogr.
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Zanini, Dario
Soggetti: GUERRA MONDIALE 1939-1945 - Eccidio di
Marzabotto
RESISTENZA - Marzabotto
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: BO0098 - Biblioteca universitaria di Bologna - Bologna - BO
BO0220 - Biblioteca comunale Giulio Cesare Croce - San Giovanni in Persiceto - BO
BO0304 - Biblioteca comunale dell'Archiginnasio - Bologna - BO
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
MI0162 - Biblioteca comunale - Palazzo Sormani - Milano - MI
MI0185 - Biblioteca nazionale Braidense - Milano - MI
MI0339 - Biblioteca delle Civiche raccolte storiche. Museo del Risorgimento - Milano - MI
PV0144 - Biblioteca della Facolta' di scienze politiche dell'Universita' degli studi di Pavia - Pavia - PV
RA0016 - Biblioteca comunale Manfrediana - Faenza - RA
RA0030 - Biblioteca di storia contemporanea - Ravenna - RA
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Codice identificativo: IT\ICCU\MIL\0310130
     Don Dario Zanini è il Parroco di Sasso Marconi ed ha vissuto e sofferto in prima persona la tragedia di Marzabotto sempre sfruttata per fini politici proprio da chi ha tenacemente auspicato tale conclusione. La narrazione dei fatti accaduti è imperniata sulla cronaca giornaliera della vita parrocchiale che s'intreccia con le vicende territoriali di una vasta zona montuosa compresa fra Rioveggio, Grizzana, Vergato, il fiume Reno, Sasso Marconi, Vado e la valle del Setta, con epicentro Monte Sole.
    L'otto settembre 1943 l'infausto proclama di Badoglio sull'armistizio apre speranze di pace subito ricacciate dalla realtà della guerra che non rispetta opinioni o desideri. Inizia la stagione delle scelte di campo e lo stillicidio delle uccisioni proditorie dettate da meschine rivalse, da odio politico e dalle azioni predatorie poste in essere da un'accozzaglia di personaggi che si era data alla macchia sperando nell'arrivo degli Alleati.
    Mario Musolesi, detto Lupo, inquadrò nella formazione partigiana "Stella Rossa" gli sbandati che cercavano rifugio sulla montagna ed iniziò una sistematica azione di brigantaggio nei confronti della popolazione locale costretta a mantenere, in tutto e per tutto, circa ottocento persone, dislocate nelle montagne e nei boschi e alloggiate nei casali e nei fienili.
    Le azioni principali furono quelle di presentarsi nei paesi limitrofi saccheggiando viveri e denaro, uccidendo chi protestava e chi era in "odore" di fascismo. I problemi iniziarono con l'avvicinarsi del fronte che determinò l'esigenza, da parte dei Tedeschi, di avere libertà di movimento e di attestarsi nell'area occupata dai partigiani.
    Fu inviata una delegazione di quattro Ufficiali per trattare una tregua (come sperimentato in altre zone) ma la Commissione fu sterminata. Continuò l'uccisione di singoli militari germanici e fu fitta opera di persuasione presso la popolazione civile di recarsi in montagna sia per sfuggire ai bombardamenti, sia per evitare rastrellamenti e ritorsioni. Fu l'inizio della fine. Spinti dalla necessità di porre termine ad una situazione intollerabile, in prossimità del fronte, il Comando tedesco diede il via ad una vasta operazione di guerra che si trasformò in una barbara carneficina di innocenti indifesi ed abbandonati proprio da quei partigiani che dovevano difenderli. Sorpresi nel sonno dopo una notte di gozzoviglie e di baldoria, tranne rare eccezioni meritevoli di considerazione, la massa abbandonò le armi fuggendo nei boschi per fermarsi oltre le linee dei fronte e in aree più defilate.
    Vecchi, donne e bambini pagarono per la sete di sangue e di rapina di loschi figuri che si fecero scudo di loro abbandonandoli alla rappresaglia di chi non era meno disumano dei partigiani.
    Il 29 settembre 1944 fu la data d'inizio del martirio che vide i Sacerdoti delle Parrocchie al fianco dei fedeli condividendone la sorte, cercando sempre l'intervento salvatore, offrendosi come capro espiatorio, proprio al contrario del "difensore" armato, sempre pronto al dileggio della Fede e dei suoi simboli.
    Con l'apporto di precise Testimonianze, documenti ed informazioni, Dario Zanini offre un grande contributo alla verità storica sulle proporzioni dell'eccidio, sulla compilazione delle liste, ove furono inclusi molti nominativi non coinvolti nell'eccidio, falsando la verità per fini di sfruttanìento politico.
    Il testo termina con la narrazione delle operazioni militari che condussero allo sfondamento del fronte, con la descrizione dei comportamenti dei nuovi occupanti "liberatori " e con il riferimento al comportamento di molti partigiani che continuarono la loro attività banditesca ben oltre la fine della guerra, fiduciosi nell'affermazione del comunismo.
    L'opera è molto interessante ed ha visto la luce per la caparbietà ed il desiderio di verità dell'Autore sottoposto a duri interventi vicini alla minaccia, perché tutto rimanga nel mistero.
    Ancora oggi le salme di molte persone uccise sia dai tedeschi che dai partigiani giacciono sepolte in luoghi sconosciuti senza che la proterva ostinazione dei seppellitori venga scalfitta dalla pietà per restituire le spoglie ai familiari.
    Il perdono e la riconciliazione debbono chiudere i fatti di mezzo secolo fa, onorando i morti, tutti i morti, senza servirsene affinché l'odio venga sconfitto per sempre.
    Le ricerche di Don Zanini hanno permesso la compilazione degli elenchi delle vittime della guerra nelle zone considerate nel testo.
    A tale opera di umana pietà non hanno aderito i Comuni di Grizzana, Monzuno e Marzabotto. Lettura interessante e facile per la chiarezza espositiva.
NUOVO FRONTE N. 176 (1997) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.

Ferruccio Predolin "ZARA, APOTEOSI E MORTE DI UNA CITTÀ'"
pagg. 144 L. 26.000. Alberti & C. Editori
Predolin, Ferruccio
ISBD: Zara : apoteosi e morte di una citta / - Arezzo : Alberti & C., 1996 - 143 p., : ill. ; 22 cm.
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Predolin, Ferruccio
Soggetti: ZARA - STORIA - SEC. 20.
Classificazione: 949.72 - STORIA. CROAZIA
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
PG0109 - Biblioteca comunale Augusta - Perugia - PG
PV0291 - Biblioteca universitaria - Pavia - PV
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
VE0049 - Biblioteca nazionale Marciana - Venezia - VE
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0117389
    Zara rasa stupidamente al suolo da Tito.
    Zara, una città italiana che non c'è più. L'abitavano in 20 mila e vantava tradizioni e costumi secolari. Una città che viene descritta da Ferruccio Predolin, nel suo ultimo libro, "Zara, apoteosi e morte di una città", in tutte le sue tappe storiche. Aldo Duro, che ha scritto la presentazione, lo definisce "un libro di fatti vissuti da protagonista in prima persona" e ammonisce che "non si dovrebbe parlare di tragedia, ma di olocausto, nel senso più catastrofico del termine". Predolin, nato a Pola nel 1921, ma vissuto a Zara sin dai primissimi mesi di vita, descrive nella parte finale della sua fatica quel maledetto settembre '43, durante il quale i bombardamenti a ripetizione (ben 54!) distrussero senza pietà Zara. Come racconta Ottavio Missoni, sindaco del Libero Comune di Zara in esilio, "oltre l'85% degli edifici fu distrutto o danneggiato, 4000 cittadini morirono e i rimanenti andarono in esilio". Un'operazione ordinata da Tito alle forze alleate per garantire maggiore sicurezza in Dalmazia alle sue formazioni partigiane. Una vendetta di Tito che l'autore definisce giustamente "cretina", perché ha determinato la distruzione totale di una città fiorente e integra come Zara, che il tiranno sanguinario sarebbe riuscito ad occupare comunque senza doverla radere al suolo. Ma prima di arrivare ai terribili bombardamenti aerei di quel maledetto novembre '43, il libro raccoglie descrizioni malinconiche di quadretti di vita quotidiana degli zaratini che, come precisa l'autore, conoscevano l'arte del vivere e del convivere felicemente". In pratica questo libro potrebbe essere identificato come il secondo tempo di una precedente pubblicazione di Predolin, "Zara prima del diluvio", che inquadra il periodo che va dal 1920 al 1939.
    Un diario pieno di ricordi, che descrive la gente semplice di Zara, amante della vita, una città prevalenteniente giovane. "Il fascismo sin dalla sua prima affermazione a Zara aveva saputo far centro sui giovani, offrendo loro un modello di vita del tutto nuovo: mens sana in corpore sano, è divenuto il motto nazionale di tutta la gioventù italiana del Littorio".
    L'autore ripercorre gli anni del Fascismo, precisando che "in tutto il ventennio che precedette l'intervento dell'Italia in guerra, i giovani di Zara vissero l'avventura di una splendida giovinezza senza avere mai il tempo di annoiarsi. Il sentimento patriottico non aveva bisogno di indottrinamento".
    Nel libro si parla anche dell'ultima edizione dei Littoriali dello sport, a Torino, dove primeggiò Antonio Vukasina, noto atleta zaratino (caduto come volontario il 7 giugno '43 in un'imboscata partigiana) a cui parteciparono Pietro Ingrao, Paolo Taviani, Aldo Moro e Renato Guttuso, allora tutti di fervente fede fascista.
    L'invasione della Polonia da parte delle truppe del Terzo Reich sortì l'effetto di "uno sparo improvviso che fa levare in volo uno stormo di colombi spaventati". E mentre l'Europa si poneva interrogativi sul futuro, anche Francia e Inghilterra entrarono in guerra, contro la Germania, mentre in Italia il Gran Consiglio del Fascismo decise, fin dall'inizio delle ostilità, lo stato di non belligeranza, non di neutralità, come osserva Predolin, "una sottigliezza diplomatica che non garantiva nulla", ma che a Zara "fece ritornare il sorriso".
    E poi, il 10 giugno 1940, fu la volta della famosa dichiarazione del Duce, dal balcone di Palazzo Venezia, dopo mesi in cui tutta l'Italia era scesa in piazza per invocare l'entrata in guerra e dopo che a Zara, presso la Riva Nuova, un corteo, di fronte al Monumento dei Caduti, aveva prestato giuramento di essere pronto a morire per la Patria. Ma dopo quello pseudo-patto di adesione alle Forze dell'Asse che la Jugoslavia firmò nel maggio del '41 a Vienna, in tutte le principali città slave la gente scese in piazza per protestare, rendendo vani così tutti gli sforzi diplomatici intrapresi da Ciano e Mussolini. Da Roma arrivò l'ordine alle autorità locali di far sgombrare da Zara tutti i civili, prima delle ostilità.
    Ma torniamo alla descrizione del '43, un anno iniziato all'insegna dello sconforto: infatti, da una parte, sulle note melodiche e nostalgiche della canzone Lilì Marlene, che ogni sera Radio Belgrado trasmetteva, il timore della sconfitta italiana diventava sempre più forte; dall'altra, personaggi come Ruggero Orlando di Radio Londra, svolgevano una vile opera di disfattismo al servizio del nemico; mentre l'Italia era ancora in guerra, i loro compatrioti morivano combattendo e le città italiane erano tutte sotto i bombardamenti. E benché tutti quei caduti fossero morti fedeli ai loro ideali, la propaganda comunista anti-italiana, li sminuiva senza vergogna. "Orlando - si legge nel libro nel dopoguerra venne addirittura eletto deputato al Parlamento, mentre quei caduti restarono e resteranno solo nel cuore dei loro cari e della gente di Zara". Molto descrittiva la parte relativa al 25 luglio '43, quando Mussolini rassegnò le proprie dimissioni e quel popolo che per vent'anni aveva idolatrato il Duce non esitò a voltargli le spalle, diventando il suo più accanito denigratore. E' il tipico comportaniento italiano. Partì poi la "caccia ai fascisti".L'8 settembre a Zara si determinò l'abbandono di quella linea protettiva di soldati che aveva difeso la città contro eventuali incursioni slave. E si sentì per la prima volta parlare di foibe, quelle maledette cavità carsiche nelle quali i partigiani slavi e italiani hanno trucidato quasi ventimila nostri connazionali, per la sola colpa di essere italiani.
NUOVO FRONTE N. 176 (1997) Maria Paola Gianni

Franco Liberini ISONZO ADDIO Profughi e Caduti per amor di Patria dimenticati per ragioni di parte. Presentazione di Sandro Fontana. Prefazione di Marco Pirina.
Disponibile nelle librerie di Gorizia, Udine, Monfalcone, Trieste, Padova, Pordenone, Brescia o presso l'Autore in via Belcolle 13 - 25075 Nave (BS) Tel./Fax 030/2530029
Liberini, Franco
ISBD: Isonzo addio : profughi e caduti per amor di - Pordenone : Centro studi e ricerche storiche Silentes loquimur, stampa 1996 - 203 p. : ill. ; 24 cm.
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Liberini, Franco
Soggetti: GUERRA MONDIALE 1939-1945 - FRIULI-VENEZIA
GIULIA - 1943-1945
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
GO0025 - Biblioteca statale Isontina - Gorizia - GO
PV0291 - Biblioteca universitaria - Pavia - PV
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
TS0162 - Biblioteca del Dipartimento socio-politico dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
Codice identificativo: IT\ICCU\TSA\0020479
    Tolmino è a pochi chilometri da Gorizia.
    E un centro di confine etnico e linguistico, crocevia conteso sin dalla notte dei tempi, diede luogo alla convivenza fra italiani, slavi e popoli di lingua tedesca.
    La conca di Tolmino, ove scorre l'Isonzo, fu percorsa da eserciti, carovane, pellegrini, e rivestì da sempre una grande importanza strategica, sia per le operazioni militari che per il controllo dei traffici commerciali.
    Franco Liberini, in questo testo, fondendo la grande storia con quella dell'area di Tolmino, ove trascorse la sua infanzia, rende omaggio ad un lembo di terra contesa che tanto sangue costò al popolo italiano.
    Partendo dai riferimenti storici che meglio inquadrano l'importanza di Tolmino, con particolare riferimento alle sanguinose vicende della Grande Guerra, l'Autore ci porta per mano nella vita quotidiana e nelle vicende vissute nella cittadina nel periodo fra la prima e la seconda guerra mondiale.
    Inclusa entro i confini italiani, al termine del I° conflitto le popolazioni del tolminese iniziarono a collaborare fondendo i vari gruppi linguistici, in ciò favoriti dal regime politico del ventennio fascista che con opere pubbliche ed interventi di carattere economico, manifestazioni militari, religiose e sportive intendeva italianizzare anche le componenti allogene.
    In effetti si può affermare che un'armonia crescente era evidente, fra le popolazioni locali, nonostante i tentativi che venivano posti in essere dalla confinante Jugoslavia. Tale situazione venne ad incrinarsi nel corso dell'ultimo conflitto sconfinando nell'aperta ribellione degli slavi, dopo l'8 settembre, in seguito alla crescente influenza dei partigiani di Tito.
    Il termine del conflitto vide soccombente la parte italiana che, per la maggior parte si vide costretta ad abbandonare ogni avere per non subire rappresaglie che comportavano uccisioni indiscriminate. Tutto ciò, con abbondanza di particolari, suffragati da un'adeguata documentazione e da una interessante raccolta fotografica, è ben esposto nell'opera rappresentata.
    Le passioni, le riflessioni, i pentimenti ed il rammarico, sullo sfondo della narrazione storica, sono ben evidenziati e rendono il libro particolarmente interessante.
    E' la storia di un pezzo di terra italiana, strappata da un trattato iniquo, resa preziosa dal sangue versato dai nostri Soldati fra i quali, secondi a nessuno, quelli della RSI che, con il loro sacrificio, intesero difendere la memoria e l'Onore dei padri che caddero in quelle terre di confine.
    L'opera è molto interessante, scorrevole nell'esposizione, avvincente e merita d'essere diffusa fra i giovani perché non si perda la memoria dei fatti e dei sacrifici.
NUOVO FRONTE N. 185 (1998) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno. 

Giorgio Galazzi PSICOLOGIA DI UN BALILLA (quel Balilla che c’è in me)
Joppolo Editore Lire 22.000 pag. 126
Galazzi, Giorgio
ISBD: Psicologia di un balilla : quel balilla - Milano : Joppolo, stampa 1996 - 126 p. : ill. ; 21 cm. - Fiori di campo
Collezione: Fiori di campo
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-8023-101-4
Nomi: Galazzi, Giorgio
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: TS0247 - Biblioteca del Dipartimento di italianistica linguistica comunicazione spettacolo dell'Universita' degli studi di Trieste - Trieste - TS
Codice identificativo: IT\ICCU\TSA\0030427
    Giorgio Galazzi, triestino, classe 1925, medico specialista in malattie nervose e mentali, ci propone un viaggio nel passato, alla ricerca degli elementi di confronto fra la realtà giovanile attuale e quella dei Balilla.
    Dal confronto esce vincente il Balilla.
    Del Balilla ha conservato l’amore per la Patria, il senso del cameratismo, il rispetto dei valori di base per una convivenza rispettosa degli altri, nell’armonica affermazione delle proprie capacità.
    Il giudizio è nettamente valido sui sistemi educativi e sull’attenzione che il Regima Fascista poneva nell’educare i giovani all’esercizio fisico, alla vita in comune, al rispetto della natura ed allo studio.
    Cosa offre il panorama odierno?
    Tentazioni ad avere sempre più, tolleranza verso gli stupefacenti, propensione alla mistificazione, assenza di valori che non siano quelli del denaro e del divertimento.
    Certamente non tutti i giovani sono così; molti fanno ancora riferimento ai valori certi, tradizionali, regolati da sani principî, ma lottano contro una società permissiva priva di riferimenti morali, ove l’apparire è più dell’essere.
    Le analisi dell’Autore sono tutte da condividere ma, proprio alla luce di ciò, non si comprende la sua presa di distanza dal fascismo che tanta parte ebbe nel fare emergere e consolidare i principî che l’hanno guidato nella vita.
    Il fascismo non è l’insieme degli orpelli di gerarchi e gerarchetti che se ne fregiavano. Costoro furono i primi a rinnegarlo nel momento che dalle parole si passava ai fatti. Il fascismo è cosa ben diversa, non può essere demonizzato o cancellato solo perché ha perso la guerra e non ha coronato i sogni di ricchezza di alcuni. Il fascismo è fede, è amore per la Patria, per lo sviluppo pacifico ed armonioso della società, è sete di giustizia e di equità. Perché un arco trionfale di cartapesta pesa più di tutte le opere realizzate, perché l’idiozia di pochi lecchini prevale sui sacrifici dei tanti che offrirono la propria vita?
    Mentre l’Autore militava nella Guardia Civica, i giovani della Decima s’immolavano ai confini insieme ai Bersaglieri, agli Alpini del "Tagliamento’’ alla GNR-MDT contro gli slavi del IX Corpus, serviti dai comunisti italiani, ed accolti come liberatori anche dalla Guardia Civica che poi fu imprigionata. Che dire della semi giustificazione degli eccessi assassini degli slavi comunisti? L’odio anti-italiano ha ben altre origini che il fascismo. È razziale. È atavico, è stato nutrito dalla Chiesa locale, dal governo asburgico, dagli interessi locali ed internazionali.
    Le truppe austro-ungariche e le forze di polizia degli Asburgo, operanti in Italia, erano composte da sloveni e croati che non perdevano occasione per dimostrarsi violenti e vendicativi.
    Chi ha avuto una sana educazione da Balilla sono certo che condividerà quanto scritto.
    Quanto sopra non toglie nulla al valore del testo presentato, che è di piacevole lettura per tutti.
    Siamo (noi vecchi) tutti un po’ Balilla, custodiamo in noi i valori comportamentali che ci formarono e ci concessero di affrontare la vita senza macchia. Non tutti capiscono. Peggio per loro, perché non hanno altro punto di riferimento che non sia l’invidia.
NUOVO FRONTE N. 198 (2000) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.

Armando Zarotti IL NIDO DELLA MARMOTTA
L'Autore libri Firenze Pag. 149 - Lire 29.000
Zarotti, Armando
ISBD: Il nido della marmotta / Armando Zarotti - Firenze : L'autore libri Firenze, stampa 1996 - 149 p. : ill. ; 22 cm. - Biblioteca '80. I narratori
Collezione: Biblioteca '80. I narratori
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-7254-746-6
Bibliografia Nazionale - 97-9610
Nomi: Zarotti, Armando
Classificazione: 853.914 - NARRATIVA ITALIANA. 1945
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
PG0109 - Biblioteca comunale Augusta - Perugia - PG
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Codice identificativo: IT\ICCU\CFI\0336287
    Tutta la vita è lotta per la sopravvivenza, per la difesa della specie e del territorio. Eppure, nell'asprezza, spesso un barlume di generosità rende il vivere quotidiano meno stressante, meno legato alla materia ed agli interessi che rendono duro l'animo.
    Negli animali, come ben ha dimostrato l'Autore, l'amore per il branco porta alla strenua difesa contro ogni avversità fino all'estremo sacrificio. 
    A volte la solidarietà prevale sugli interessi, della specie, come accadde alla marmotta che liberò dalla tagliola la volpe famelica che ricambiò a sua volta. Solo l'uomo, questo strano "animale", è capace di nefandezze e di grandi sacrifici, di grandi vendette e di grandi perdoni. Amore ed odio s'intrecciano in una danza inestricabile che tocca le vette del Paradiso e gli abissi dell'Inferno.
    L'Autore, Armando Zarotti, nel descriverci con bella prosa le vicende dei mondo animale e della società umana, ci induce alla riflessione sui nostri comportamenti. Paracadutista, NP della Decima MAS, prigioniero di guerra, ha in sé l'esperienza per interpretare l'animo umano ed attraverso i racconti del testo ci trasporta nel mondo delle speranze e delle delusioni, della limpida interpretazione dei sentimenti più elevati e dell'odio omicida che armò la mano delinquenziale dei partigiani comunisti, massacratori degli NP della Decima di Valdobbiadene. Nel ricordare le vicende giovanili, riporta il lettore in tempi lontani, così simili per tutti, ma assopiti in un angolo dei ricordi.
    Così, leggendo, ripercorriamo le scorribande proibite, rivediamo gli amici perduti, i vecchi nonni, i genitori, la scuola, gli angoli reconditi del nostro paese amato che ci fu testimone dei passaggio dall'infanzia alla fanciullezza. E' piacevole leggere l'opera presentata.  La prosa è scorrevole e suscita interesse ad ogni pagina.  Ogni giovane vi troverà pagine di quella verità da sempre negata.
NUOVO FRONTE N. 190 (1999) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno.

Giampaolo Pansa I NOSTRI GIORNI PROIBITI Romanzo di una passione del dopoguerra.
Sperling & Kupfer Editori., Pagine 324 Lire 26.000
Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Giampaolo Pansa - [Milano] : Sperling paperback, 1999 - 323 p. ; 20 cm. - Superbestseller (( - In cop.: Premio Bancarella 1997.
Collezione: Superbestseller
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-8274-003-X
Bibliografia Nazionale - 99-8790
Nomi: Pansa, Giampaolo
Classificazione: 853.914 - NARRATIVA ITALIANA. 1945
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
OR0037 - Biblioteca comunale - Oristano - OR
RA0005 - Biblioteca comunale - Casola Valsenio - RA
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Codice identificativo: IT\ICCU\CFI\0443710
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Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Gianpaolo Pansa - Trezzano sul Naviglio : Euroclub, 1997 - 251 p. ; 24 cm.
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Pansa, Giampaolo
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: BO0291 - Biblioteca del quartiere Navile - Bologna - BO
CN0163 - Biblioteca civica - Paesana - CN
Codice identificativo: IT\ICCU\TO0\0583913
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Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Giampaolo Pansa - 3. ed - Milano : Sperling & Kupfer, 1997 - 323 p. ; 22 cm. - Narrativa
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-200-2289-3
Nomi: Pansa, Giampaolo
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: BI0010 - Biblioteca civica Benedetto Croce - Pollone - BI
MO0008 - Biblioteca comunale - Campogalliano - MO
MO0012 - Biblioteca comunale - Carpi - MO
MO0014 - Biblioteca comunale - Castelfranco Emilia - MO
MO0016 - Biblioteca comunale - Castelnuovo Rangone - MO
MO0017 - Biblioteca comunale - Castelvetro di Modena - MO
MO0019 - Biblioteca comunale - Cavezzo - MO
MO0023 - Biblioteca comunale - Finale Emilia - MO
MO0027 - Biblioteca comunale Daria Bertolani Marchetti - Formigine - MO
MO0028 - Biblioteca comunale - Frassinoro - MO
MO0030 - Biblioteca comunale - Lama Mocogno - MO
MO0031 - Biblioteca comunale - Marano sul Panaro - MO
MO0033 - Biblioteca comunale - Medolla - MO
MO0035 - Biblioteca comunale - Mirandola - MO
MO0097 - Biblioteca comunale - Nonantola - MO
MO0099 - Biblioteca comunale - Novi di Modena - MO
MO0102 - Biblioteca comunale - Pavullo nel Frignano - MO
MO0110 - Biblioteca comunale - Ravarino - MO
MO0113 - Biblioteca comunale - San Cesario sul Panaro - MO
MO0120 - Biblioteca comunale - Sassuolo - MO
MO0122 - Biblioteca comunale - Savignano sul Panaro - MO
MO0125 - Biblioteca comunale - Soliera - MO
MO0126 - Biblioteca comunale - Spilamberto - MO
MO0127 - Biblioteca comunale Francesco Selmi - Vignola - MO
MO0128 - Biblioteca comunale - Zocca - MO
MO0130 - Biblioteca comunale - Fiorano Modenese - MO
MO0132 - Biblioteca comunale - Maranello - MO
MO0135 - Biblioteca civica Antonio Delfini - Modena - MO
MO0145 - Biblioteca La Rotonda del Quartiere Don Pastore - Modena - MO
MO0146 - Biblioteca del Quartiere Crocetta - Modena - MO
MO0154 - Biblioteca comunale del Quartiere Villaggio Giardino - Modena - MO
MO0205 - Centro documentazione Donna - Modena - MO
Codice identificativo: IT\ICCU\BIA\0011471
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Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Giampaolo Pansa - Milano : CDE, stampa 1998 - 323 p. ; 22 cm.
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Pansa, Giampaolo
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: MC0197 - Biblioteca nazionale di Napoli. Sezione staccata di Macerata - Macerata - MC
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0157930
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Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Giampaolo Pansa - 5. ed - Milano : Sperling & Kupfer, [stampa 1997] - 323 p. ; 22 cm. - Narrativa
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-200-2289-3
Nomi: Pansa, Giampaolo
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FR0148
Codice identificativo: IT\ICCU\RMS\0163175
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Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Giampaolo Pansa - Milano : CDE, stampa 1997 - 323 p. ; 22 cm.
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Nomi: Pansa, Giampaolo
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
Codice identificativo: IT\ICCU\BVE\0134505 
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Pansa, Giampaolo
ISBD: Nostri giorni proibiti / Gianpaolo Pansa - 7. ed - Milano : Sperling & Kupfer, 1997 - 323 p. ; 22 cm. - Narrativa
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-200-2289-3
Nomi: Pansa, Giampaolo
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: AV0007 - Biblioteca provinciale Scipione e Giulio Capone - Avellino - AV
Codice identificativo: IT\ICCU\NAP\0275445
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Pansa, Giampaolo
ISBD: I nostri giorni proibiti / Giampaolo Pansa - Milano : Sperling & Kupfer, [1996] - 323 p. ; 22 cm. - Narrativa
Collezione: Narrativa
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-200-2289-3
Bibliografia Nazionale - 98-935s
Nomi: Pansa, Giampaolo
Classificazione: 853.914 - NARRATIVA ITALIANA. 1945
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: AL0001 - Biblioteca civica - Acqui Terme - AL
AL0027 - Biblioteca civica - Cassine - AL
AL0060 - Biblioteca civica - Novi Ligure - AL
AL0067 - Biblioteca civica - Ozzano Monferrato - AL
AL0104 - Biblioteca civica - Valenza - AL
AL0106 - Biblioteca civica - Vignole Borbera - AL
AL0114 - Biblioteca civica Giovanni Canna - Casale Monferrato - AL
AL0123 - Biblioteca civica coniugi Marie ed Eraldo Ighina - Ovada - AL
AN0092 - Biblioteca comunale Planettiana - Jesi - AN
AQ0047 - Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi - L'Aquila - AQ
AT0004 - Biblioteca consorziale astense - Asti - AT
BG0366 - Sistema bibliotecario urbano di Bergamo - Bergamo - BG
BI0025 - Biblioteca civica - Biella - BI
BL0081 - Biblioteca dell'Istituto storico bellunese della Resistenza e dell'eta' contemporanea - Belluno - BL
BO0181 - Biblioteca comunale - Castel Guelfo di Bologna - BO
BO0199 - Biblioteca comunale - Imola - BO
BO0220 - Biblioteca comunale Giulio Cesare Croce - San Giovanni in Persiceto - BO
BO0287 - Biblioteca comunale centrale di Palazzo Montanari - Bologna - BO
BO0290 - Biblioteca del quartiere Borgo Panigale - Bologna - BO
BO0297 - Biblioteca comunale Decentrata - Zona Mazzini - Bologna - BO
BO0305 - Biblioteca comunale di Storia della Resistenza - Bologna - BO
BO0423 - Biblioteca di Discipline Umanistiche delle Facolta' di Lettere e Filosofia edi Magistero dell'Universita' degli Studi di Bologna - Bologna - BO
BO0537 - Biblioteca Orlando Pezzoli del Quartiere Irnerio - Bologna - BO
BO0563 - Biblioteca Sala Borsa - Bologna - BO
CA0010 - Biblioteca comunale di studi sardi - Cagliari - CA
CA0240 - Biblioteca comunale Is Bingias - Cagliari - CA
CN0002 - Biblioteca civica Giovanni Ferrero - Alba - CN
CN0005 - Biblioteca civica - Barge - CN
CN0025 - Biblioteca civica - Centallo - CN
CN0037 - Biblioteca civica - Cuneo - CN
CN0049 - Biblioteca civica - Fossano - CN
CN0065 - Biblioteca civica - Mondovi' - CN
CN0071 - Biblioteca civica - Moretta - CN
CN0083 - Biblioteca civica - Racconigi - CN
CN0103 - Biblioteca civica - Savigliano - CN
CN0108 - Biblioteca civica - Sommariva del Bosco - CN
CN0111 - Biblioteca civica - Venasca - CN
CN0113 - Biblioteca civica - Verzuolo - CN
CN0115 - Biblioteca civica - Villafalletto - CN
CN0129 - Biblioteca civica - Bagnolo Piemonte - CN
CN0149 - Biblioteca civica Sacharov - Saluzzo - CN
CN0173 - Biblioteca civica - Rifreddo - CN
CN0174 - Biblioteca civica - Trinita' - CN
CN0177 - Biblioteca civica - Sanfront - CN
CN0195
CR0062 - Biblioteca statale - Cremona - CR
CT0062 - Biblioteca regionale universitaria - Catania - CT
FC0011 - Biblioteca comunale Malatestiana - Cesena - FC
FC0025 - Biblioteca comunale Pellegrino Artusi - Forlimpopoli - FC
FC0038 - Biblioteca comunale Don Giovanni Verita' - Modigliana - FC
FC0074 - Biblioteca comunale Marino Moretti - Cesenatico - FC
FC0136 - Biblioteca comunale di Palazzo Vendemini - Savignano sul Rubicone - FC
FE0017 - Biblioteca comunale Ariostea - Ferrara - FE
FE0098 - Biblioteca comunale Barco - Ferrara - FE
FI0098 - Biblioteca nazionale centrale - Firenze - FI
FI0101 - Biblioteca Marucelliana - Firenze - FI
FR0024 - Biblioteca comunale - Ceprano - FR
GO0025 - Biblioteca statale Isontina - Gorizia - GO
LI0011 - Biblioteca comunale Labronica Francesco Domenico Guerrazzi - Livorno - LI
MI0162 - Biblioteca comunale - Palazzo Sormani - Milano - MI
MN0035 - Biblioteca comunale Roberto Ardigo' - Mantova - MN
MN0120 - Biblioteca del Centro culturale polifunzionale Gino Baratta - Mantova - MN
MN0121 - Sistema bibliotecario urbano di Mantova - Mantova - MN
NO0054 - Biblioteca comunale Carlo Negroni - Novara - NO
PA0064 - Biblioteca centrale della Regione siciliana - Palermo - PA
PG0032 - Biblioteca comunale Giosue' Carducci - Citta' di Castello - PG
RA0001 - Biblioteca comunale Pino Orioli - Alfonsine - RA
RA0002 - Biblioteca comunale Giuseppe Taroni - Bagnacavallo - RA
RA0009 - Biblioteca comunale Torre S. Michele - Cervia - RA
RA0016 - Biblioteca comunale Manfrediana - Faenza - RA
RA0024 - Biblioteca comunale Carlo Piancastelli - Fusignano - RA
RA0025 - Biblioteca comunale Fabrizio Trisi - Lugo - RA
RA0036 - Biblioteca comunale Classense - Ravenna - RA
RA0054 - Biblioteca di Piangipane - Ravenna - RA
RA0119
RE0028 - Biblioteca comunale - Cavriago - RE
RE0052 - Biblioteca municipale Antonio Panizzi - Reggio Emilia - RE
RE0101 - Biblioteca comunale decentrata San Pellegrino - Reggio Emilia - RE
RM0267 - Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma - RM
RM0605 - Biblioteca comunale - Subiaco - RM
SP0037 - Biblioteca civica Andrea Doria - Lerici - SP
TE0024 - Biblioteca provinciale Melchiorre Delfico - Teramo - TE
TO0072 - Biblioteca civica Nicolo' Francone - Chieri - TO
TO0080 - Biblioteca civica - Collegno - TO
TO0277 - Biblioteca storica della Provincia di Torino - Torino - TO
TO0399 - Biblioteca civica - Torre Pellice - TO
TO0473 - Biblioteca dell'Istituto storico della Resistenza in Piemonte - Torino - TO
TR0032 - Biblioteca comunale - Terni - TR
TS0027 - Biblioteca statale di Trieste - Trieste - TS
TV0015 - Biblioteca comunale - Castelfranco Veneto - TV
TV0033 - Biblioteca comunale - Cornuda - TV
TV0034 - Biblioteca comunale - Crespano del Grappa - TV
TV0050 - Biblioteca comunale - Loria - TV
TV0083 - Biblioteca comunale - Possagno - TV
TV0087 - Biblioteca comunale - Resana - TV
TV0120 - Biblioteca comunale - Vedelago - TV
TV0138 - Biblioteca comunale - Giavera del Montello - TV
VA0059 - Biblioteca civica Luigi Majno - Gallarate - VA
VI0172 - Sistema bibliotecario urbano di Vicenza - Vicenza - VI
VT0035 - Biblioteca comunale - Montefiascone - VT
Codice identificativo: IT\ICCU\RAV\0281541
    Da qualche tempo si scopre timidamente un filone letterario che introduce, sia pure con cautela e con tanti distinguo, un personaggio riservato solo alla demonizzazione, alla crudeltà e al pubblico ludibrio. Si scopre, finalmente, che anche un fascista "repubblichino" ha dei sentimeni umani, ama la patria e vuole dimenticare le stagioni dell'odio.
    Nel romanzo presentato, ambientato nel 1956, i protagonisti sono il figlio di un partigiano comunista e la figlia di un Ufficiale della Decima MAS e di una "spia fascista", uccisi il primo dai Titini e la madre dai partigiani fra i quali militava il padre del giovane protagonista.
    Marco Bassi, figlio del partigiano, nel corso di alcune indagini, seguite all'uccisione del padre avvenuta undici anni dopo la fine della guerra, ha l'occasione di conoscere Carla Alloisio, la fascista. I loro destini, che hanno in comune la tragica vicenda della madre di Carla, si uniscono nel vincolo dell'amore come a sancire una riconciliazione fra italiani vittime di un'epoca di passione e di sangue.
    Il romanzo è ben sviluppato e si legge in un fiato; è interessante ma sono necessarie due critiche.
    La prima riguarda l'uso eccessivo di termini dialettali che non sempre sono comprensibili, considerando che l'Italia non è ancora quella di Bossi.
    La seconda critica riguarda il modo guardingo di trattare l'argomento Repubblica Sociale. Perché "repubblichini " e non repubblicani?
    Perché i partigiani sono tutti eroici, quando commettono eccidi sembra che distríbuiscano caramelle ai bambini, sono tutti saggi, furti e omicidi sono prontamente repressi, quando si sa che la verità è un'altra?
    I falsi pudori o la piaggeria non aiutano l'opera.
    La verità si sta facendo strada: la verità è che le formazioni comuniste fecero di tutto per trascinare gli italiani nel gorgo della guerra civile ben sapendo, per esperienza internazionale, che atrocità chiama atrocità, in una spirale senza fine ove prevale il peggiore, ove il sospetto è sufficiente per dare morte.
    Caro Autore, faccia un atto di coraggio, il prossimo libro lo ambienti pure fra le passioni della guerra civile, ma dia a tutti la stessa dignità, consulti libri ed archivi, legga le lettere dei condannati a morte della RSI, riveda il film dei soldati della Rsi fucilati dagli alleati. Vi troverà un'umanità viva, piena di sentimenti, di amor di Patria, lontana dal desiderio di combattere contro i fratelli ma desiderosa solo di combattere contro il nemico invasore.
    Scriva, non abbia timore, i tempi stanno cambiando.
NUOVO FRONTE N. 169 (1996) Rubrica "Leggiamo assieme" a cura di M.Bruno. 

ITALIA 1939-1945, STORIA E MEMORIA Atti del Convegno dell'Università Cattolica
Prefazione di Franco della Peruta
Ed. Vita e Pensiero, Pag. 651 Lire 74.000
ISBD: Italia 1939-1945 : storia e memoria / a - Milano : Vita e Pensiero, [1996] - LXXI, 651 p. ; 22 cm.(( - Atti del Convegno tenuto a Milano nel 1995, Contiene la mappa dei campi di concentramento italiani per internati civili.
Livello bibliografico: Monografia
Tipo documento: Testo a stampa
Numeri: ISBN - 88-343-2458-7
Nomi: Della Peruta, Franco
Carlotti, Anna Lisa
Soggetti: Guerra mondiale 1939-1945 - Italia
Classificazione: 940.5345 - SECONDA GUERRA MONDIALE, 1939-1945.PARTECIPAZIONE DELL'ITALIA
Paese di Pubblicazione: IT
Lingua di Pubblicazione: ita
Localizzazioni: BO0442 - Biblioteca del Dipartimento di Discipline Storiche. Universita' degli Studi di Bologna - Bologna - BO
FC0011 - Biblioteca comunale Malatestiana - Cesena - FC
FI0101 - Biblioteca Marucelliana - Firenze - FI
GO0106 - Biblioteca della Sede di Gorizia dell'Universita' degli studi di Trieste - Gorizia - GO
MC0221 - Biblioteca del Dipartimento di scienze storiche, documentarie, artistiche e del territorio dell'Universita' degli studi di Macerata - Macerata - MC
MI0305 - Biblioteca Ferruccio Parri - Milano - MI
MI0327 - Biblioteca Trivulziana - Archivio storico civico - Milano - MI
MI0339 - Biblioteca delle Civiche raccolte storiche. Museo del Risorgimento - Milano - MI
MI0555 - Biblioteca del Centro di documentazione ebraica contemporanea - Milano - MI
MI1022 - Biblioteca dell'Istituto milanese per la storia della Resistenza e del movimento operaio - Sesto San Giovanni - MI
MI1260
MI1262
PD0316 - Biblioteca generale della Facolta' di scienze politiche Ettore Anchieri dell'Universita' degli studi di Padova - Padova - PD
PD0370 - Biblioteca del Dipartimento di scienze dell'antichita' dell'Universita' degli studi di Padova - Padova - PD
PV0315 - Biblioteca interdipartimentale unificata Plinio Fraccaro dell'Università degli studi di Pavia - Pavia - PV
RA0030 - Biblioteca di storia contemporanea - Ravenna - RA
RE0052 - Biblioteca municipale Antonio Panizzi - Reggio Emilia - RE
RM0210 - Biblioteca della Fondazione Lelio e Lisli Basso - Roma - RM
RM0255 - Biblioteca di storia moderna e contemporanea - Roma - RM
RM0418 - Biblioteca dell'Accademia nazionale dei Lincei e Corsiniana - Roma - RM<